Restauro delle Antiche Terme Stabiane (NA)

L'edificio, progettato da Marcello Canino, indiscusso protagonista dell’architettura moderna in Campania, costituisce un valore ed una testimonianza significativa dello stile dell’epoca della sua realizzazione (1955-60).

Il Restauro dell'edificio, mira a conservare i caratteri e l'atmosfera tipica dell'edificio termale degli anni '60 adeguandone la destinazioni alle cure idroterapiche dermatologiche reinterpretando le idee progettuali originarie che conservano ancora una loro validità.

Il progetto è imperniato infatti su un’approfondita indagine sul progetto delle Terme di Castellammare, nella sua versione realizzata e in quella propedeutica , molto importante per comprendere la natura dell’opera. Sono stati altresì studiate le trasformazioni successive alla realizzazione.

Nella soluzione progettuale esecutiva si è lavorato sui delicati equilibri: i caratteri consolidati e il nuovo ruolo dell’edificio nel parco delle terme; la conservazione della sostanza materica della struttura e l’introduzione di nuovi elementi; la messa in evidenza delle peculiarità delle soluzioni spaziali e funzionali e le nuove esigenze distributive imposte dal riuso.

Recuperando il meccanismo distributivo originario l’edificio è stato riarticolato in tre blocchi funzionali autonomi destinati a  bar-ristorante, ad ingresso al parco e alle funzioni terapeutiche. Di ognuno il progetto sottolinea le peculiarità spaziali, dalla “doppia altezza” al doppio corridoio esterno di distribuzione, dal grande spazio libero unitario alla minuta trama dei servizi.

La definizione formale della facciata è basata sull’equilibrio cromatico tra il rivestimento in mattoncini chiari delle superfici “piene” a tessitura orizzontale e la serrata scansione verticale dei brises-soleil.

La ricerca dello stretto rapporto tra razionalità e monumentalità si esprime nella forma dell’edificio, che denuncia chiaramente l’organizzazione degli elementi della struttura. Telai di sottili pilastri (pilotis) e travi in cemento armato mettono in evidenza la natura del sistema costruttivo, rimandando ad un’idea di architettura “razionalista”.

La distribuzione all’interno dell’edificio ha inteso riprendere quella del progetto originario; al primo e al secondo piano, dalla saletta di attesa, partono due percorsi paralleli, uno riservato al pubblico e l’altro al personale di servizio; tra questi due percorsi sono collocate le sale per le terapie e i trattamenti, in modo da tenere indipendente il flusso dei visitatori da quello del personale addetto.

La sistemazione dell'area termale esterna è fondata sul rapporto tra l’edificio esistente e l'area collinare retrostante.

Il principale intervento riguarda l’atrio d’ingresso con la demolizione dell’attuale biglietteria, che “scherma” la vista dell’area termale e del boschetto retrostante, sostituendola con una parete vetrata a grandi specchiature, in modo da ripristinare l’originaria idea di trasparenza e di comunicazione tra interno ed esterno dell’edificio

In posizione centrale rispetto all’ingresso del complesso termale, si posiziona una cascata che definisce un asse prospettico di connessione dell’edificio delle Antiche Terme con l’area termale ed il boschetto. La cascata risulta pertanto visivamente inquadrata nello spazio definito da due nuovi porticati che suddividono l’area termale in tre parti: quella centrale sistemata a palmeto e quelle laterali corrispondenti alle mescite delle fonti Vanacore  e Stabiane.

I nuovi porticati, già previsti nel progetto di Canino, ma mai realizzati, conferiscono qualità architettonica all’attuale “piazzale” determinando una sorta di corti porticate e ombreggiate intorno alle mescite.

Tutto il progetto è basato sull'esaltazione della presenza dell'acqua, quale elemento generatore di benessere psico-fisico. Alla grande varietà di acque da “bere” si aggiunge l’offerta dell’acqua da “ascoltare” nelle docce di suono e nelle vasche idromassaggio previste, da “guardare” nella cascata, nelle fontane e nelle numerose sculture d’acqua che accompagnano il visitatore attraverso i percorsi del complesso termale.

Il progetto prevede la realizzazione di tre “troni” in pietra, nella logica del “terapeutico-ludico”: si tratta di tre postazioni dove forti getti d’acqua colpiscono d’alto il visitatore, seduto su una sorta di trono, producendo un particolare tipo di idromassaggio.

Sul lato est dell’edificio delle Antiche Terme è posizionata la realizzazione della nuova mescita pubblica che prospetta su uno slargo della via Brin: si tratta di una sistemazione urbana  con una mescita in marmo.

Committente:
Comune di Castellammare di Stabia

Commessa:
STABIA - Restauro delle Antiche Terme Stabiane (NA)
Castellammare di Stabia (NA)
Esecuzione Propria 

Tipologia Lavoro: Cultura e Tempo Libero - Restauro
Categorie SOA: OG2 - OG11
Importo: € 8.494.556
Esecuzione: 2007 - 2008

Progetto definitivo:
Coordinamento:
arch. Adele Pezzullo

Progetto esecutivo:
Coordinamento: 
arch. Pasquale Miano
Architettonico:
arch. Pasquale Miano - arch. Sergio Stenti - arch. Achille Renzullo
Strutturale:
ing. Bruno Boscotrecase
Impiantistico: 
Macchiaroli & Partners - ing. Gianpiero Rasulo


Direzione Lavori: 
arch. Adele Pezzullo - ufficio tecnico comunale